Descrizione
Giovedì 25 giugno alle ore 21.00 presso il Centro Comunale di Cultura si concluderà la rassegna “Metti una sera in Biblioteca con...”, l’appuntamento con gli autori e le storie tra le pagine dei libri.
L’ultimo appuntamento in programma è con Raffaella Romagnolo, autrice di intesi romanzi e due volte finalista al Premio Strega. La scrittrice presenterà il suo ultimo libro, il romanzo autobiografico “La segreta cura” (Mondadori, 2026).
La storia racconta il percorso clinico, le scelte imposte, le rinunce, i cambi di prospettiva e di desideri dovuti dalla diagnosi di sclerosi multipla ricevuta nel 1998 all’età di ventisette anni. Romagnolo descrive la consapevolezza, data dalla malattia, di essere un corpo, di dipendere da esso, con le sue fragilità e i suoi limiti. In alcuni passaggi del romanzo la storia personale dell’autrice diventa anche narrazione collettiva in cui la malattia assume un ruolo sociale legato al concetto di invalidità. Una malattia, la sclerosi multipla, dalla quale non si guarisce e con la quale ci si deve relazionare costantemente in modo intimo e reale e che porta necessariamente a ridefinire se stessi. In questo libro l’autrice ha raccontato con onestà la propria storia, rinunciando in parte alla dimensione privata, per farne un romanzo intimo e profondamente sincero.
L’autrice scrive: “...Nella mia esperienza, ho l’impressione che il processo di disarmo dell’io cominci con la consapevolezza di avere una malattia cronica, incurabile, e si rinforzi con la percezione della propria in-validità. Può accadere allora che lo sguardo si spinga fuori di sé, acquisti profondità e precisione, fino a includere poco alla volta tutti i viventi...tutti potenzialmente in-validi...tutti inevitabilmente morituri...”. E ancora: “Meno riesco a pensarmi alpinista e più scrivo. Meno posso immaginarmi madre, più scrivo. Più il mio mondo si restringe, più io scrivo. È così che tutto – quello che è stato e quello che non è stato, quello che ho desiderato e smesso di desiderare – tutto, tutto diventa scrittura”.
Sinossi: che quella allo specchio fosse un'immagine ingannevole, che sotto la pelle fossero in atto processi misteriosi e ineluttabili, Raffaella Romagnolo lo ha scoperto a ventisette anni. E ci sono voluti quasi tre decenni dalla diagnosi di sclerosi multipla perché decidesse di raccontare ciò che a lungo è rimasto chiuso in un faldone di cartoncino rosso, l'archivio personale della sua storia clinica. All'inizio, la malattia convive con l'amore per la montagna e obiettivi ambiziosi: l'alta quota, la vetta, il monte Rosa, il Bianco. Il tentativo è ricalibrare le sfide a partire dai limiti di un corpo giovane e apparentemente sano, che di quei limiti grida tutta l'angustia. Ma, insieme alle difficoltà, comincia a manifestarsi anche la scrittura, che si nutre di ogni esperienza e diventa lo strumento per provare a stanare ciò a cui è arduo dare un nome. Come per la stesura di un buon romanzo, i dati di realtà diventano allora puntello e carburante: con grinta, metodo e disciplina, l'autrice riesamina i primi consulti medici, i referti, le prescrizioni con i loro pesanti effetti collaterali, il lento percorso di consapevolezza. Fino ad accettare che convivere con una malattia cronica significa modificare il proprio sguardo su se stessi e sul mondo. Ma comporta anche essere visti con occhi diversi. Qualche volta con paura, spesso con curiosità e comprensione: la fragilità, che è di tutti gli umani, non lascia indifferenti.
Biografia: Raffaella Romagnolo è nata a Casale Monferrato nel 1971 e vive sulle colline tra Piemonte e Liguria. Tra i suoi romanzi: La masnà (2012, ora riproposto negli Oscar Mondadori), Tutta questa vita (2013), La figlia sbagliata (2015, candidato Premio Strega 2016, Premio Società Lucchese dei Lettori 2016), Destino (2018), Di luce propria (2021, Premio Pisa), Il cedro del Libano (2023, Premio Campiello Natura). Respira con me (2019) è stato finalista al Premio Strega Ragazzi e Ragazze 2020. Il romanzo Aggiustare l’universo (2023) è stato finalista al Premio Strega 2024. Il suo racconto Come non sono diventata madre compare nella raccolta L’amore inevitabile. Storie di genitori, storie di figli (2026). I suoi libri sono tradotti in sette lingue.
Per informazioni: biblioteca@comune.valenza.al.it / 0131 949286
L’ultimo appuntamento in programma è con Raffaella Romagnolo, autrice di intesi romanzi e due volte finalista al Premio Strega. La scrittrice presenterà il suo ultimo libro, il romanzo autobiografico “La segreta cura” (Mondadori, 2026).
La storia racconta il percorso clinico, le scelte imposte, le rinunce, i cambi di prospettiva e di desideri dovuti dalla diagnosi di sclerosi multipla ricevuta nel 1998 all’età di ventisette anni. Romagnolo descrive la consapevolezza, data dalla malattia, di essere un corpo, di dipendere da esso, con le sue fragilità e i suoi limiti. In alcuni passaggi del romanzo la storia personale dell’autrice diventa anche narrazione collettiva in cui la malattia assume un ruolo sociale legato al concetto di invalidità. Una malattia, la sclerosi multipla, dalla quale non si guarisce e con la quale ci si deve relazionare costantemente in modo intimo e reale e che porta necessariamente a ridefinire se stessi. In questo libro l’autrice ha raccontato con onestà la propria storia, rinunciando in parte alla dimensione privata, per farne un romanzo intimo e profondamente sincero.
L’autrice scrive: “...Nella mia esperienza, ho l’impressione che il processo di disarmo dell’io cominci con la consapevolezza di avere una malattia cronica, incurabile, e si rinforzi con la percezione della propria in-validità. Può accadere allora che lo sguardo si spinga fuori di sé, acquisti profondità e precisione, fino a includere poco alla volta tutti i viventi...tutti potenzialmente in-validi...tutti inevitabilmente morituri...”. E ancora: “Meno riesco a pensarmi alpinista e più scrivo. Meno posso immaginarmi madre, più scrivo. Più il mio mondo si restringe, più io scrivo. È così che tutto – quello che è stato e quello che non è stato, quello che ho desiderato e smesso di desiderare – tutto, tutto diventa scrittura”.
Sinossi: che quella allo specchio fosse un'immagine ingannevole, che sotto la pelle fossero in atto processi misteriosi e ineluttabili, Raffaella Romagnolo lo ha scoperto a ventisette anni. E ci sono voluti quasi tre decenni dalla diagnosi di sclerosi multipla perché decidesse di raccontare ciò che a lungo è rimasto chiuso in un faldone di cartoncino rosso, l'archivio personale della sua storia clinica. All'inizio, la malattia convive con l'amore per la montagna e obiettivi ambiziosi: l'alta quota, la vetta, il monte Rosa, il Bianco. Il tentativo è ricalibrare le sfide a partire dai limiti di un corpo giovane e apparentemente sano, che di quei limiti grida tutta l'angustia. Ma, insieme alle difficoltà, comincia a manifestarsi anche la scrittura, che si nutre di ogni esperienza e diventa lo strumento per provare a stanare ciò a cui è arduo dare un nome. Come per la stesura di un buon romanzo, i dati di realtà diventano allora puntello e carburante: con grinta, metodo e disciplina, l'autrice riesamina i primi consulti medici, i referti, le prescrizioni con i loro pesanti effetti collaterali, il lento percorso di consapevolezza. Fino ad accettare che convivere con una malattia cronica significa modificare il proprio sguardo su se stessi e sul mondo. Ma comporta anche essere visti con occhi diversi. Qualche volta con paura, spesso con curiosità e comprensione: la fragilità, che è di tutti gli umani, non lascia indifferenti.
Biografia: Raffaella Romagnolo è nata a Casale Monferrato nel 1971 e vive sulle colline tra Piemonte e Liguria. Tra i suoi romanzi: La masnà (2012, ora riproposto negli Oscar Mondadori), Tutta questa vita (2013), La figlia sbagliata (2015, candidato Premio Strega 2016, Premio Società Lucchese dei Lettori 2016), Destino (2018), Di luce propria (2021, Premio Pisa), Il cedro del Libano (2023, Premio Campiello Natura). Respira con me (2019) è stato finalista al Premio Strega Ragazzi e Ragazze 2020. Il romanzo Aggiustare l’universo (2023) è stato finalista al Premio Strega 2024. Il suo racconto Come non sono diventata madre compare nella raccolta L’amore inevitabile. Storie di genitori, storie di figli (2026). I suoi libri sono tradotti in sette lingue.
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Ultimo aggiornamento pagina: 23/06/2026 12:12:42