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Duomo di Santa Maria Maggiore Il Duomo di Valenza, dedicato a Santa Maria Maggiore, sorge in Piazza XXXI Martiri. Il suo attuale corpo architettonico risale alla ricostruzione, affidata all’architetto Paolo Falcone di Lugano e decisa all’inizio del 1600, nel vecchio duomo, di origine sconosciuta, che si trovava al centro della piazza, circondato da portici di cui è rimasto un piccolo tracciato all’angolo con Via Po.

La struttura era in origine romantica, con l’interno suddiviso in tre navate, il coro posto davanti all’altare e il campanile esterno alla chiesa. Oggi l’edificio si estende ad occupare anche la parte posteriore della piazza con l’attuale presbiterio e il coro ed è il risultato di successivi restauri avvenuti nel tempo. Aperto al pubblico e tornato sede di culto nel 1622, il duomo presenta una facciata, restaurata nel 1890 dal Moriggi, con pregevoli vetrate, mai purtroppo ripristinate nei colori e nello sfondo nella loro parte esterna.

Le entrate principali sono tre, corrispondenti alle tre navate, cui si aggiungono due laterali del presbiterio; i portali appaiono densamente decorati e il frontone ornato con statue di pregio.

All’interno è possibile ammirare una ricca serie di opere significative: le acquasantiere del ‘600 e le notevoli bussole in legno scolpito del ‘700; il pregevole quadro della Madonna del Rosario, dipinto da Guglielmo Caccia detto il Moncalvo nel 1620 (altare a destra); il nuovo battistero, realizzato nel 1964 dall’architetto valenzano Luigi Visconti con la statua in bronzo di S. Giovanni Battista e la volta decorata della piccola navata (a sinistra); l’altare maggiore, opera di Giacomo Pellagatta, finito verso il 1760, con il baldacchino originario del vecchio duomo; il monumentale e originale organo a due tastiere, costruito dai fratelli Serassi di Bergamo nel 1852, inserito in un’artistica cassa barocca del 1779: il tabernacolo in legno, scolpito nel 1750, opera di pregiato barocco piemontese.

Il pulpito è stato conservato e presenta, in uno dei suoi particolari, il primo stemma di Valenza, scolpito in legno e datato 1700. Di sostanziale interesse sono anche i restauri delle pareti, realizzati dai pittori Morgari e Boasso e il ripristino della decorazione del soffitto dov’è dipinta la cacciata dal paradiso di Adamo ed Eva.

Nella Sacrestia del Duomo è collocato il Museo, promosso da Monsignor Luigi Frascarolo nell’intento di offrire alla fruizione pubblica un patrimonio storico-artistico per lungo tempo ignorato.

In esso sono conservati oggetti di arte sacra di autentico valore, testimonianza di un profondo vissuto religioso, ordinati dalle “compagnie”, associazioni laicali della città, nelle diverse epoche. Il patrimonio conservato comprende: argenterie, arredi lignei, corredi tessili, quadri, Antifonario e Libro dei Battesimi.

Da segnalare: le croci, in argento e in rame argentato e dorato, che risalgono prevalentemente al 1600; gli ostensori, in argento e metallo argentato e dorato, sec. XVII-XIX; il busto reliquiario di San Massimo, in lamina d’argento, ancora oggi venerato, commissionato dal canonico valenzano Vincenzo Stanchi sul finire del 1700 per ospitare le reliquie del santo, di arte barocca; i candelieri, le croci, i reliquiari e i troni per l’esposizione dell’Eucarestia in legno, conservati in case private a causa della loro “materia povera” e inseriti nella “tesaurizzazione” in tempi recenti; i paramenti sacri, di fattura pregiata, in broccato, tela d’oro, satin e damasco; i quadri; tra cui i “Tre Re Magi”, olio su tela del sec. XVII, attribuito a Claudio Gozzero, pittore fiammingo attivo in Valenza dalla seconda metà del XVI secolo alla morte. Di particolare interesse è il libro dei Battesimi, comprensivo degli anni 1562-1584.





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